mercoledì 27 aprile 2011

Enigmi temporali

Il libro "Cronodilatazione" redatto dal fantomatico Marchese Gregorio Alcesti, a lungo ritenuto un testo apocrifo anche dai pochi che ebbero la fortuna di toccarlo con mano, sarebbe in realtà una raccolta di trascrizioni da altri testi, corredata di commenti e annotazioni dell'Alcesti stesso. Il marchese avrebbe riassunto in un unico scritto le parti più interessanti della sua biblioteca, relativamente ad argomenti quali le distorsioni temporali e una serie di vecchi esperimenti chimico-meccanici per acquisire una percezione del tempo diversa da quella cosciente.
Nulla a che vedere col Cronovisore, pare, benchè qualcuno abbia ventilato che le conoscenze di Alcesti potrebbero averlo causalmente messo a contatto con dettagli riguardanti l'invenzione di Padre Ernetti. Negli anni '50 Gregorio Alcesti aveva presumibilmente una settantina d'anni e se è vero che morì ultra-ottantenne, come è vero che alcuni volumi in suo possesso facevano gola a molti, è plausibile che certi personaggi avessero contatti anche sporadici con lui.
Del resto "Cronodilatazione" affronta il tema dei viaggi nel tempo in modo trasversale e accoglie molte tesi accostandole in una sorta di unica enciclopedia saggistica. Non sarebbe da escludere che tra le molte annotazioni a margine ci fossero anche riferimenti al Cronovisore, perchè collegato a qualche teoria o intuizione più datata.
Di Alcesti cosa sappiamo?... Che non era un vero nobile: il titolo gli fu affibbiato convenzionalmente in quanto era andato a vivere in una villa (in Toscana) appartenuta ad un marchese; villa in cui aveva fortunosamente reperito alcuni libri preziosi divenuti poi parte della sua biblioteca.
Tutto è avvolto da una nube polverosa. Io stesso, affascinato da tutta questa storia, metto insieme i pezzi di notizie ascoltate o lette, prendendole per probabili (mai per certe) solo quando c'è possibilità di raffronto e confronto.
Di certo la figura di Gregorio Alcesti è in qualche modo legata ad ambienti che non avevano e non hanno alcun interesse a sbandierare nomi e fatti. In quegli stessi ambienti l'originale manoscritto sarebbe stato opportunamente occultato. Forse Alcesti era lo pseudonimo di qualche personaggio che voleva indagare e studiare senza dare troppo nell'occhio, per conto di qualcuno, costruendosi una vita credibile e sufficientemente rassicurante per gli sguardi indiscreti. 

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