lunedì 6 giugno 2011

Londra: musica psico-neurologica

Tra i miei primi incontri londinesi quello con Harry Smith, nome che più prevedibile non si potrebbe, ma indubbiamente imprescindibile considerando il vecchio legame con questo ormai sessantenne professore che già quattro lustri orsono mi raccontò cose di grande interesse.
All’epoca lo avevo conosciuto in casa di amici, uno di quegli incontri casuali che poi ti restano addosso e cerchi di farli tuoi in virtù delle confluenze intellettive che si disvelano. Il mio inglese di allora era appena sufficiente a farmi capire, ma c’era di mezzo la musica e il discorso diventava comprensibile laddove pochi aggettivi colmavano le lacune di un’intesa che era tutta emotiva.
Smith ed io avevamo scoperto di amare lo stesso tipo di sonorità e di atmosfere e lui mi aveva parlato di metodologie applicate in concreto al mondo del suono per spiegare ai suoi studenti concetti altrimenti troppo astratti. Considerando che insegnava letteratura, c’era un indubbia complessità innovativa in ciò che faceva.
I nostri contatti, comunque, erano rimasti sporadici e affidati in prima istanza alla carta scritta, visto che internet non era ancora un privilegio per tutti. L’ho ritrovato qualche settimana fa evoluto e a tratti astruso da seguire, perchè la sua testa è maturata ulteriormente e anche i miei interessi per certi argomenti si sono fatti intricati. Per fortuna il mio inglese è quasi fluente, oggi, e seduti al tavolo di un bar vicino alla Liverpool Station abbiamo conversato a lungo evitando di rimestare i soliti bei tempi andati (fatto salvo un accenno ai nostri comuni amici che da Londra se ne sono andati da un pezzo: troppo cara!)
Smith in particolare mi ha parlato di un certo S. che mi ha pregato di non citare per esteso. S. è un professore a sua volta, che ha insegnato a Cambridge ed è anche stato per un certo periodo in un ateneo australiano, coadiuvando un programma di ricerche legato all’interazione tra campi magnetici e frequenze sonore. Il programma - dice Smith - era stato finanziato per conto delle forze armate, ma non implicava un uso propriamente bellico dei risultati ottenuti. In particolare S. gli aveva riferito di un esperimento in cui alcune precise combinazioni di frequenze interagivano con un campo magnetico particolarmente potente e "compresso", capace non solo di alterare lo spazio, ma anche di indurre delle reazioni in soggetti che si trovassero a stretto contatto col campo.
Questo genere di notizie mi fa rabbrividire ed esaltare al tempo stesso. Smith durante la nostra conversazione sembrava molto divertito nel constatare i miei stati d’animo. Mi ha fatto notare che sembravo in preda ad una crisi di nervi controllata con grande forza.
In ogni caso... S. gli aveva raccontato solo nel 2009 quanto accaduto tempo prima nell’ambito delle sue ricerche proseguite in patria. Smith ha conosciuto S. alla fine del 2008, ovvero qualche anno dopo la partecipazione al programma di ricerca. S. una volta tornato in Gran Bretagna aveva proseguito per suo conto una parte degli studi sperimentali sul suono, individuando dei modelli di grande impatto in registrazioni già esistenti.
Qui il discorso si fa molto accattivante, perchè tira in ballo informazioni già lette altrove e che Smith ha avuto da S. ignorando che a mia volta le conosco. S. si era concentrato su un brano musicale specifico dopo che un collega gli aveva riferito che la moglie soffriva disturbi del sonno fortemente influenzati da quel brano. Nella fattispecie la moglie del collega di S. aveva un sogno ricorrente ogni notte che le alterava il ritmo sonno-veglia; nel sogno udiva quella musica e vedeva e provava sempre la stessa esperienza onirica, talmente intensa da indurla a svegliarsi in uno stato di ansia mista a stordimento che svaniva solo dopo circa due ore e quindi la faceva ripiombare in un sonno profondo.
Smith mi ha riferito questa cosa con un sorriso tutto british, come a sottolineare l’importanza della cautela in un caso di voci di terza mano. Tuttavia ha voluto raccontarmi ogni dettaglio riportato da S. ed è stato più convincente così che altrimenti. L’argomento gli interessa moltissimo e riguarda da vicino una parte degli studi fatti in Australia e quindi Inghilterra da S.
La moglie del collega di S. non è che uno dei vari casi di condizionamento psichico indotto da frequenze sonore avvenuto casualmente in un certo contesto, grazie all’ascolto di un brano che ha caratteristiche uniche e ben precise. Ho già letto altrove di casi come questo: persone che dopo essere entrati in contatto con una particolare combinazione di suoni vengono condizionate a livello subconscio e cominciano ad avere reazioni di vario genere in stato di veglia, ma soprattutto in stato di sonno. Dunque, S. si era adoperato per condurre un programma organizzato di studi in tal senso, su gruppi di volontari che si prestavano nell’ambito di programmi di ricerca della neurologia e della psichiatria.
In definitiva, Smith mi ha detto che S. ha portato avanti in modo radicale questa sperimentazione, arrivando alla conclusione che quel brano - quello che aveva segnato irrimediabilmente la moglie del collega - conteneva combinazioni incrociate di frequenze tali da influenzare la corteccia cerebrale e il sistema nervoso centrale nonchè quello endocrino, con un effetto a cascata capace di sconvolgere la vita di una persona. La signora in questione si era avvalsa del supporto di psicoterapeuti di fama, nel tentativo di risolvere il suo problema; ma a parte il fatto che si muoveva tra lo scetticismo accademico altrui, di fatto non vi era modo di individuare realmente il percorso dell’evento. Perchè nessuno per ora - almeno in via ufficiale - ha ancora definito i dettagli e teorizzato in modo attendibile questo campo di applicazione delle frequenze sonore.
Ho chiesto a Smith se S. fosse a conoscenza del tipo di sogno che la signora faceva e lui mi ha risposto che S. era stato evasivo. Ovviamente ho chiesto se gli avesse riferito di quale brano musicale si trattasse e Smith mi ha risposto che S. aveva detto: "sarebbe salutare per tutti che evitassimo di saperlo, per non farci tentare all’ascolto e scoprire che queste cose possono accadere davvero e cambiarti la vita".
Al che io ho detto che, comunque, quel brano doveva sicuramente essere finito nelle orecchie di altri, per quanto potesse trattarsi di una registrazione rara. E chissà chi altri potrebbe aver subito una forma di condizionamento al pari (o magari in modo differente) della moglie del collega di S. Sarebbe interessante capire quale tipo di diffusione ha avuto questa registrazione per poter trarre delle conclusioni comparative. I soggetti influenzati da quelle frequenze potrebbero essere centinaia, in teoria, se è vero quello che riferisce S. E qualcuno potrebbe essere rinchiuso da tempo in una clinica psichiatrica o alla neuro!
Smith consapevolmente laconico ha sentenziato che tutto è possibile e che la scienza arriva sul luogo del misfatto sempre a cose avvenute, destinata ad indagare per forza sulla pelle di qualche vittima.
Sacrosanta verità, professore. Di certo nella mia testa adesso si rinsaldano molti interrogativi sulla materia e la voglia di approfondire è tanta, anche alla luce della vaghezza delle tracce disponibili.
Mano a mano metto insieme i pochi pezzi e consolido l’idea che il mondo del suono abbia potenziali immensi e tuttora oscuri, che vanno ben oltre le applicazioni acquisite finora e il dato di fatto incontestabile che la musica influenzi l’animo umano e gli esseri organici in generale. Per millenni abbiamo attribuito alla musica un impalpabile magico potere di alchimia emozionale... e forse cominciano ad essere evidenti i segni di un potere che ha delle regole e che può essere controllato, definito ed utilizzato in modo mirato. Con effetti - volendo - sconvolgenti.

mercoledì 1 giugno 2011

Crowley: le sensazioni

Uno dei primi luoghi dove mi sono ritrovato a Londra, quasi senza pensarci, è stato Fulham Road. Ci ero già transitato due volte in passato, non facendo mente locale sul fatto che lì Alister Crowley aveva avuto una casa. Stavolta mi ero riproposto di andare a vedere bene e la cosa assurda è che ci sono capitato prima ancora di aver pianificato la visita!
Che siano forme di magnetismo subconscio?
A parte gli scherzi, la sola idea che nel 1896 in quella strada (oggi dall'aspetto rassicurante) Crowley avesse stabilito una delle sue storiche dimore, fondandovi il famoso Temple of Satan e - come lui sostenne - invocandovi con successo il Diavolo mi ha dato i brividi. Su Crowley si è scritto tanto, forse troppo, ma aldilà della verità oggettiva sui suoi esperimenti resta certo che le attività da lui praticate avessero intenzioni molto determinate. Il che genera inquietudine e getta ombre sinistre sui luoghi che lui frequentò e che videro profilarsi uno stile di vita sicuramente non rassicurante.
Crowley è un personaggio affascinante e degno di approfondimento a prescindere dallo scetticismo e delle agiografie. A Fulham Road se ci arrivi conscio di quel che vi accadde, ti sembra che nuvole sulfuree si addensino sui tetti dei palazzi.
Per il resto, la prima giornata londinese si è poi dipanata tra i soliti mercatini di Convent Garden alla ricerca di oggetti curiosi e di facce bizzarre. Benchè la capitale sia fresca di sorrisi e pruriti a seguito delle nozze principesche e dell'imminente Olimpiade, aleggia un costante senso di visioni ancestrali, più sfuggente che in città titolate all'occultismo come Praga e Torino, ma proprio per questo più sinistro.
Su un banchetto, guarda caso, mi è caduto l'occhio su una testa demoniaca in metallo nero venato di ossidature verdastre che boccheggiava immobile e tuttavia terrificante.

martedì 31 maggio 2011

London

Tornato dalla capitale britannica, carico di un bagaglio di visioni, di luoghi, di nomi... e tutto tesse un ordito di memorie esoteriche che per anni mi hanno sedotto. London è davvero ancora piena di sentori e di tracce.
Aggiornamenti a breve.

mercoledì 18 maggio 2011

Distorsione magnetica

Indagando sulle ancora ignote potenzialità dei campi magnetici in relazione agli effetti sul tempo, qualche giorno fa ho chiesto ad un conoscente che si occupa di fisica se può esistere un'interazione efficace tra campi magnetici e frequenze sonore. Nel mio approccio di profano, chiedo sempre senza remore, conscio di poter ottenere risposte interessanti o di essere guardato come un deficiente.
In ogni caso, questo tizio - che è una sorta di ricercatore - dopo avermi accennato ad alcune caratteristiche dei campi magnetici sfiorando l'astronomia e altri campi di studio sostanzialmente ostici, ha deviato il discorso su una serie di esperimenti che sono stati condotti lo scorso anno in un'università italiana, su un gruppo di studenti prestatisi come collaboratori volontari, finalizzati a capire in quale misura certi suoni influenzano la psiche interagendo in modo fisico su un soggetto. In sintesi, l'uso di certi precisi suoni produce effetti direttamente sul corpo (su parti di esso) che innescano reazioni piscofisiche più o meno precise. Documentate e messe a confronto nel progredire dei risultati ottenuti, le reazioni sono state classificate e hanno portato a considerazioni finali che il mio conoscente ha definito importanti.
Io ho poi cercato di riportare il discorso sul punto focale dei campi magnetici e lui - sornione - mi ha detto che c'è un sottile e definito collegamento tra i vari ambiti della fisica che riguardano l'essere umano: magnetismo, elettromagnetismo, ecc. E che l'azione delle frequenze sonore sul soggetto umano ha una tale forza e complessità che potrebbe rivelare novità sbalorditive proprio sul rapporto tra suono e campi magnetici.
Non ho azzardato a chiedere lumi più tecnici e mi sono limitato a dirgli: alla luce di ciò, non ti passa la voglia di ascoltare musica?... non temi che un giorno potresti imbatterti casualmente in un suono o una combinazione di suoni che scateni qualcosa di eclatante o spaventoso?
E lui: può anche essere già successo, a me come ad altri... il problema è non essersi accorti qual'è stata la causa di qualche cambiamento o fenomeno particolare... chi ci dice che certi suoni non siano stati alla base di azioni criminali, o di suicidi, o di cambiamenti della personalità?...

Il cartiglio misterioso

Già qualche giorno fa avevo pubblicato un'immagine di un cartiglio che non sono riuscito ad identificare come cosa almeno parzialmente nota. Nulla di nulla. C'è questa fotografia e basta. Nessuno sembra saperne alcunchè.
Il mondo è pieno di documenti indecifrabili, spesso anche fasulli; ma che pur nella loro falsità celano comunque una traccia, perchè non si inventa mai completamente da zero.
Alfabeti presunti, segni criptati, schizzi e annotazioni: mi rovello attorno alle cose quando mi ispirano un fascino ancestrale e mi inquietano. Non mi perito di iniziare un'elaborazione per mio conto: sarebbe un labirinto senza uscita. Attendo che prima qualcuno condivida con me la curiosità o meglio ancora che qualcuno abbia conoscenza - anche minima - di questa vecchia carta. In ogni caso sento che nasconde qualcosa di molto interessante.

venerdì 6 maggio 2011

Il Calice di Lupeni

Diversi anni sono passati da quando qualcuno mi parlò del Calice di Lupeni.
Lupeni è una località della Romania dell'area transilvana, che fu a lungo rinomata per i giacimenti minerari di carbone e, tra l'altro, per uno dei più lunghi scioperi che la Storia del Paese ricordi (nel 1929).
Proprio in relazione alla tradizione mineraria, questo fantomatico Calice sembra fosse stato forgiato con un particolare tipo di vetro e decorato con arabeschi fatti di stagno, grazie alle conoscenze specifiche di qualcuno che conosceva bene le arti del fuoco e dei minerali.
Questo dettaglio su come il Calice fosse stato generato hanno sempre avuto un suono fantasioso al mio orecchio; tanto che l'ho sempre ritenuto un condimento postumo della questione. Tuttavia potrebbe essere proprio grazie a qualcosa che un gruppo di minatori aveva scoperto nelle profondità della terra che questo manufatto fu costruito.
La prima cosa intrigante a proposito del Calice è che fosse stato disegnato secondo le forme di un oggetto appartenuto al voivoda Vlad  III di Valacchia, ovvero Vlad Tepes l'Impalatore, ovvero colui che proprio in quelle terre divenne leggendario come strenuo difensore del suo popolo contro le invasioni straniere (ottomane in primis) e inevitabilmente come feroce sadico capace dei più efferati gesti.
Aldilà di tutte le leggende sanguinarie che si sono macinate sul voivoda draculesco, una certa fascinazione esoterica quella zona geografica l'ha sempre avuta. Chi è stato in Transilvania se ne sarà reso conto. Il misterioso Calice di Lupeni sembra risalire all'inizio del secolo XX: un pezzo che farebbe gola a qualsiasi antiquario o museo, benchè non risulti ufficialmente catalogato da nessuno e credo non ne esistano immagini attendibili. Le descrizioni sommarie parlano di un vaso dell'altezza di circa 25 centimetri, con la base circolare del diametro di circa 4, ma il corpo leggermente sfacettato; per cui la bocca diventa esagonale con il bordo arrotondato e svasato. Il colore del vetro ha riflessi verdastri, simili all'acqua di certi laghi di montagna. Il corpo è completamente arabescato con decori grigio piombo a volute.
Dove si trovi, chi lo conservi, quale valore abbia è impossibile dirlo. Quello che invece è possibile dire riguarda il presunto potere che il Calice avrebbe, un potere di tipo alchemico determinato da una sorta di magnete con caratteristiche particolari in grado di indurre modificazioni nelle sostanze o negli oggetti posti dentro. Questo magnete sarebbe nascosto nella base del calice, fuso direttamente nel vetro.
Le indagini, per quanto ardue, continuano. Come sempre chi ha informazioni è invitato a condividerle, se vuole.
Qui sotto uno schizzo sommario di come potrebbe essere il calice (che non avendo il gambo in realtà non è un calice, ma piuttosto un bicchiere o un piccolo vaso).

giovedì 5 maggio 2011

La Confraternita (tracce quasi inesistenti)

Torno a focalizzare il mantello oscuro che avvolge l'Ordine degli Estinti e la sua storia.
Si diceva che inizialmente l'Ordine fosse denominato Confraternita, che ha una valenza ancora più ecclesiastica o quantomeno religiosa, benchè non potendo collocare esattamente la nascita di questo gruppo riesce difficile capire con quale intenzione e in quale contesto la denominazione fu scelta.
Certamente il concetto di fraternità in senso massonico e gerarchico giustifica il successivo cambio a Ordine, determinando la volontà di indicare una struttura gerarchica per l'appunto. E non potrebbe essere altrimenti, trattandosi di un gruppo così sotterraneo.
Continuo a spulciare la rete a caccia di frammenti da isolare per costruire un quadro d'insieme più definito e non ripetitivo. In lingua italiana si trova poco, in lingue straniere men chemeno.... e tra l'altro a parte gli idiomi europei più abbordabili (inglese, spagnolo, francese, tedesco), mi riuscirebbe difficile individuare qualcosa di interessante se fosse scritto in ungro-finnico o addirittura in giapponese!